Via Lattea: con ERIS scoperto il terzo componente del tripletto di nubi G
Una nuova immagine del Very Large Telescope (VLT) dell’ESO svela i segreti del “cuore” della Via Lattea, a 27 mila anni luce dalla Terra.
Una nuova immagine del Very Large Telescope (VLT) dell’ESO svela i segreti del “cuore” della Via Lattea, a 27 mila anni luce dalla Terra.
Un consorzio nazionale, guidato dal Gran Sasso Science Institute (GSSI), che include l’Università di Camerino, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), condurrà gli studi preparatori per la Lunar Gravitational-wave Antenna (LGWA).
L’INAF – Osservatorio Astronomico d’Abruzzo aderisce anche quest’anno alla Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili “M’illumino di Meno”, promossa dal 2005 dal programma Caterpillar di Rai Radio 2 e che si celebra il 16 febbraio.
Si svolgerà a Teramo dal 20 al 23 luglio il workshop FAST-SBF in Teramo: Measuring Fast, Efficient Galaxy Distances with Surface Brightness Fluctuations, focalizzato su una delle tecniche più potenti per determinare la distanza delle galassie: il metodo delle fluttuazioni di brillanza superficiale (SBF).
Uno studio internazionale, a cui ha partecipato l’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo dell’INAF, definisce i limiti dimensionali dei condotti lavici sotterranei su Venere, il “gemello diverso” della Terra, fornendo indizi preziosi per le future missioni spaziali che lo visiteranno e che ne studieranno l’intensa attività vulcanica.
Un team internazionale guidato dallo Smithsonian Astrophysical Observatory, con l’importante contributo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), ha prodotto la più dettagliata mappa della distribuzione degli ammassi globulari “intracluster” (ICGC o in inglese intracluster globular clusters) nel nucleo di Fornace, l’ammasso di galassie nella omonima costellazione visibile dall’emisfero australe.
È ufficialmente avviato GENERA-COPA, un progetto finanziato dal Programma europeo Erasmus+ con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione delle prospettive di genere, diversità ed equità nei percorsi formativi e nella cultura istituzionale delle discipline STEM (acronimo inglese per Science, Technology, Engineering, Mathematics) ad alta intensità matematica.
Registrato per la prima volta nell’ottobre del 2020 con la Zwicky Transient Facility (Ztf), il segnale proveniente dalla galassia Leda 145386, a circa 120 milioni di anni luce da noi, il 4 gennaio 2024 ha manifestato un notevole incremento di luminosità: un fenomeno conosciuto come rebrightening.
Un team internazionale di astronomi ha svelato per la prima volta in assoluto la forma iniziale di una supernova subito dopo l’esplosione.
Uno studio guidato da Leonardo Tartaglia, ricercatore dell’INAF – Osservatorio Astronomico d’Abruzzo, analizza la radiazione emessa dalla supernova SN 2024bch e propone una spiegazione alternativa delle sue caratteristiche osservate nelle fasi iniziali, mettendo in discussione la classificazione tradizionale di queste drammatiche ma affascinanti esplosioni stellari.