Supernova 2020able: Cronaca della fine di una stella massiccia
Osservata a partire da meno di 24 ore dall’esplosione, la supernova SN 2020able ha offerto una rara fotografia degli ultimi mesi di vita di una stella massiccia.
Osservata a partire da meno di 24 ore dall’esplosione, la supernova SN 2020able ha offerto una rara fotografia degli ultimi mesi di vita di una stella massiccia.
Quali minerali si formano quando la lava di Venere si raffredda? La domanda è importante perché il pianeta è ricoperto da vaste pianure e numerose strutture vulcaniche, e i minerali che compongono le sue lave sono ancora poco conosciuti.
Quando una stella massiccia giunge al termine della propria vita esplodendo in una supernova, non libera soltanto una quantità straordinaria di luce, ma trasforma l’ambiente circostante in un vero e proprio acceleratore di particelle cosmico.
Un team internazionale di astronomi guidato dall’Università di Edimburgo (Regno Unito), di cui fanno parte ricercatori e tecnici dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo, ha scoperto un terzo pianeta in orbita attorno alla stella Beta Pictoris.
Una delle galassie più deboli mai osservate attorno ad Andromeda si chiama And XXXVI ed è un possibile “fossile cosmico”, rimasto quasi immutato dai tempi dell’universo primordiale.
Venere continua a sorprendere. Da anni il pianeta è al centro di un rinnovato interesse scientifico, poiché sempre più indizi suggeriscono che possa essere ancora geologicamente attivo.
Oggi sappiamo che l’universo si espande, ma molte domande sono ancora aperte, ad esempio: qual è la relazione tra la distanza di una galassia e la sua velocità di allontanamento da noi? La Costante di Hubble descrive questa relazione, e determinare il suo valore permette di rispondere a molte domande fondamentali, tra cui la velocità di espansione e l’età precisa dell’universo.
Lo studio “Milky-Way-like stars in a galaxy core 8 billion years ago revealed by gravitational lensing”, recentemente pubblicato su Nature Astronomy, ha permesso di determinare con grande accuratezza la cosiddetta funzione di massa iniziale – che descrive la distribuzione in massa delle stelle al momento della formazione – nella regione centrale di una galassia ellittica distante circa 8 miliardi di anni luce da noi, osservata tramite una rara configurazione di quasar “quadruply lensed” nota come croce di Einstein.
Era l’11 marzo 2016 quando sul tetto della sede torinese dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) veniva installata la prima camera all-sky di PRISMA (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera).
Una nuova immagine del Very Large Telescope (VLT) dell’ESO svela i segreti del “cuore” della Via Lattea, a 27 mila anni luce dalla Terra.