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Tags: Formazione delle galassie Galassie
Posted by: Staff
Date: Lug 3, 2026
Una galassia quasi invisibile racconta l’alba dell’universo
Una delle galassie più deboli mai osservate attorno ad Andromeda si chiama And XXXVI ed è un possibile “fossile cosmico”, rimasto quasi immutato dai tempi dell’universo primordiale. La scoperta potrebbe contribuire allo studio della materia oscura.
Tra gli autori del lavoro e responsabile dello studio della fotometria, Matteo Monelli, ricercatore dell’INAF-OA d’Abruzzo, ha scovato la “fioca” galassia con solo 46 le stelle identificate.
Spiega Matteo Monelli: «Il numero di galassie ultra-deboli conosciute attorno ad Andromeda è ancora molto inferiore rispetto a quelle individuate nelle vicinanze della Via Lattea, ma si tratta soprattutto di un limite osservativo: non sono realmente meno numerose, ma sono estremamente deboli e difficili da osservare a milioni di anni luce. Scoperte come Andromeda XXXVI sono fondamentali, perché ampliano il campione conosciuto di questi sistemi e ci permettono di studiare l’evoluzione di galassie con massa e metallicità molto basse, anche in un ambiente diverso da quello della notra galassia, la Via Lattea. Sono oggetti estremi, al limite stesso del concetto di galassia, ma proprio per questo rappresentano un banco di prova prezioso per i modelli di formazione ed evoluzione galattica».
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In copertina: Immagine catturata dallo strumento Osiris+ del Gran Telescopio Canarias. La galassia Andromeda XXXVI è chiaramente visibile tra due stelle luminose in primo piano. Nell’inserto, un ingrandimento a colori in negativo di And XXXVI. Crediti: G. Donatiello, Gtc




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